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venerdì 4 Settembre 2026

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L’inizio del nuovo anno scolastico è ormai imminente, mentre le temperature continuano a essere tipicamente estive. Il ritorno tra i banchi avviene in condizioni climatiche che mettono in difficoltà studenti, docenti e dirigenti, soprattutto perché gli edifici scolastici non sono attrezzati per fronteggiare il caldo eccessivo.

Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha annunciato un contributo da 20 milioni di euro destinato al raffrescamento degli istituti. Una misura accolta positivamente, ma giudicata tardiva da molti dirigenti scolastici, che sottolineano come i tempi tecnici non consentano interventi immediati.

La dirigente dell’Istituto Cabrini evidenzia che posticipare l’inizio delle lezioni di una o due settimane non sarebbe risolutivo. Anzi, creerebbe ulteriori problemi sociali, soprattutto per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano e che contano sulla scuola per la gestione quotidiana dei figli.

Di fronte a questa situazione, le scuole stanno cercando soluzioni alternative:

  • uscite sul territorio,

  • attività all’aperto,

  • progetti già avviati per ridurre il tempo trascorso nelle aule più calde.

Un modo per conciliare didattica, sicurezza e benessere degli studenti.

La dirigente sottolinea però che la vera risposta non può essere emergenziale: serve una programmazione pluriennale, perché gli edifici da adeguare sono molti e gli interventi richiedono tempo, risorse e pianificazione.

Il caldo non aspetta. La scuola deve correre. E il Paese deve decidere se affrontare il problema davvero, o continuare a inseguirlo ogni settembre.

Servizio a cura di Debora Notarnicola

L’articolo Scuola e caldo: “servono interventi strutturali” proviene da Radio Cittadella Taranto | La Stazione Radio dei Due Mari.