TARANTO – Rincari significativi che pesano come un macigno sui bilanci famigliari e l’avvio a rilento del servizio di refezione: è un clima di profonda insoddisfazione quello che si respira tra i genitori degli alunni delle scuole tarantine all’indomani del confronto con l’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Taranto, Maria Lucia Simeone.
A snocciolare le cifre dell’impatto economico sulle famiglie è Fabio Donatelli, uno dei rappresentanti dei genitori presenti al tavolo istituzionale. Gli incrementi del costo dei pasti variano da un minimo del 20% fino ad un picco del 48,4%.
L’impatto riguarda tutte le fasce di reddito:
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Per i redditi più bassi la quota per singolo pasto sale da 0,80 a 1,00 euro;
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Per la fascia intermedia si registra un salto da 4,00 a 5,40 euro;
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Gli aumenti più consistenti colpiscono le fasce di reddito superiori, dove il costo di un singolo pasto passa da 4,50 a 6,68 euro.
L’impatto sui bilanci mensili rischia di diventare insostenibile, in particolar modo per chi ha più di un figlio iscritto al servizio. “Sostenere rette che vanno dai 200-220 euro al mese fino ad arrivare anche a 500-600 euro complessivi è un peso davvero troppo gravoso per le famiglie”, spiegano i delegati.
Da parte dell’Amministrazione comunale è arrivata l’apertura alla possibilità di rivedere la situazione ad inizio anno nuovo, ma la risposta non ha convinto le delegazioni. Graziano Mele, rappresentante dei genitori, si è detto apertamente insoddisfatto dall’esito dell’incontro: “Ci hanno parlato di una promessa per gennaio, valutando l’eventualità di reperire fondi da altre voci di bilancio, ma si tratta di una possibilità senza alcuna certezza”.
L’ipotesi avanzata dall’Assessorato prevede l’accantonamento di un “tesoretto” generato dalle economie di gestione accumulate fino a fine anno — derivanti ad esempio da assenze dei bambini o rinunce al servizio — per poi reinvestirlo nel corso del secondo quadrimestre per calmierare le tariffe.
Un impegno di cui non è stato possibile definire termini e quantitativi precisi. Una delegazione di genitori e rappresentanti scolastici continuerà a monitorare i tavoli di confronto istituzionali, nella speranza di ottenere interventi correttivi immediati a tutela dei nuclei famigliari e del diritto allo studio.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta
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