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domenica 7 Giugno 2026

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Il Mar Piccolo di Taranto è uno scrigno di biodiversità unico, un ecosistema in equilibrio delicatissimo che però continua a essere minacciato da attività illecite, depauperamento dei fondali e comportamenti predatori capaci di generare un cortocircuito biologico ed economico. La sfida della bonifica, infatti, non è soltanto tecnica: è prima di tutto una battaglia di legalità. Quando l’equilibrio salta, le conseguenze ricadono direttamente sulla comunità e sull’economia sana del territorio, come dimostra la storica mitilicoltura tarantina, presidio Slow Food e simbolo di un rapporto millenario tra la città e il suo mare. 

I mitilicoltori raccontano un impegno quotidiano fatto di collaborazione con istituzioni, WWF, Marevivo e associazioni ambientaliste, e di sperimentazioni innovative come l’uso di canapa e Mater-Bi per sostituire la plastica negli allevamenti. Una scelta che ha già permesso di eliminare venti tonnellate di materiale plastico dal Mar Piccolo, segnando un’inversione di rotta concreta e misurabile.

Per proteggere questo patrimonio, le forze in campo stanno potenziando il controllo grazie a un accordo con la struttura del Commissario Straordinario per le Bonifiche. La Guardia di Finanza ha attivato un monitoraggio avanzato che combina presidi aerei, navali e terrestri con tecnologie di telerilevamento e strumenti ottici ad alta precisione, capaci di osservare anche a distanza e di costituire un deterrente reale contro gli illeciti. 

Il Commissario Vita Felice Auricchio definisce questo lavoro una “staffetta della legalità”, un percorso che da due anni procede su un doppio binario: interventi sul campo e intensa attività di sensibilizzazione. Auricchio richiama la necessità di una sinergia interistituzionale e civica, perché la sorveglianza non può essere efficace senza la partecipazione attiva di cittadini e imprese. Parallelamente, la strategia avviata con la Carta del Mar Piccolo, condivisa con l’Università di Bari, sta tracciando un percorso di azioni concrete che intrecciano tutela ambientale, legalità e approfondimenti scientifici.

Accanto alle istituzioni, il mondo dell’associazionismo continua a svolgere un ruolo fondamentale. Il WWF ribadisce che la fine dell’illegalità — dai furti di datteri di mare alla cattura dei cavallucci marini, fino agli scarichi abusivi — è la condizione imprescindibile per una vera rinascita ecologica. Solo una vigilanza costante e il coinvolgimento diretto della comunità possono trasformare il Mar Piccolo in un modello internazionale di resilienza e sostenibilità. 

Le opportunità non mancano, a partire dalle misure del Just Transition Fund, che potrebbero sostenere una nuova fase di sviluppo ambientale e sociale. Di tutto questo si è discusso nell’incontro organizzato da Marevivo e WWF, dove istituzioni, forze dell’ordine, mitilicoltori e associazioni hanno ribadito un concetto semplice ma decisivo: difendere il mare significa difendere il futuro di Taranto.

Servizio a cura di Valentina Castellaneta

L’articolo La staffetta della legalità per il Mar Piccolo proviene da Radio Cittadella Taranto | La Stazione Radio dei Due Mari.