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Mamma Marias è una delle voci più autentiche e rivoluzionarie della musica in levare italiana. Una “sepurosangue” cresciuta artisticamente tra i sound system del Meridione, capace di imporsi in un ambiente storicamente maschile grazie alla forza delle sue parole e alla verità dei suoi racconti. Fin dai primi anni 2000 ha portato nella dancehall un punto di vista nuovo, femminile, diretto, trasformando brani come “La gente” e “Poco poco” in inni generazionali che hanno raccontato la quotidianità, le difficoltà e l’orgoglio di intere comunità tarantine.
La sua musica è sempre stata uno specchio fedele della realtà: un territorio complesso, vissuto con spirito di riscatto e appartenenza. Pioniera e camaleontica, Mamma Marias ha saputo muoversi tra dialetto, ritmi giamaicani e messaggi sociali, parlando di emancipazione, diritti e unione con una sincerità rara.
Oggi quel percorso trova una nuova tappa con “Tribù”, il brano prodotto da Love University Records che segna il suo ritorno accanto a Don Ciccio, figura storica della black music italiana. Il pezzo nasce come un manifesto sonoro e poetico: un invito a guardare il mondo con occhi curiosi, a riconoscere nelle differenze non un ostacolo ma una ricchezza. Le percussioni evocano la savana africana, i ritmi richiamano i Caraibi, mentre la voce di Maria intreccia riflessione e movimento, profondità e leggerezza.
“Tribù” è esattamente ciò che la grande musica black sa fare: intrattenere e far pensare allo stesso tempo. È un ponte tra culture, un messaggio di fratellanza, un ritorno potente che conferma ancora una volta la forza artistica di Mamma Marias e la visione di Don Ciccio.
Un brano che non si limita a suonare: parla, unisce, appartiene.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta
L’articolo Tribù: il ritorno di Mama Marijas proviene da Radio Cittadella Taranto | La Stazione Radio dei Due Mari.