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Il caso di Palazzo De Bellis, storico edificio del Settecento in via Duomo, rappresenta uno dei nodi più complessi della Città Vecchia di Taranto. Lo sgombero delle famiglie che per anni hanno occupato abusivamente l’immobile ha riportato al centro del dibattito il tema dell’assistenza abitativa e della gestione del patrimonio pubblico.
Negli anni, l’amministrazione ha tentato più volte di proporre soluzioni alternative, spesso rifiutate dagli occupanti. La situazione è ulteriormente complicata dal vincolo normativo: le denunce per occupazione abusiva impediscono l’accesso alle graduatorie per le case popolari, creando un blocco che il Comune sta cercando di superare attraverso i servizi sociali e le nuove strutture di emergenza.
Attualmente, i nuclei familiari sono stati trasferiti in alloggi sociali temporanei. I servizi sociali stanno lavorando su progetti personalizzati, con l’obiettivo di accompagnare le persone verso soluzioni abitative stabili, anche attraverso il coinvolgimento di privati. L’obiettivo è bilanciare la tutela della fragilità con la necessità di liberare e valorizzare un bene pubblico di grande valore storico.
Secondo l’amministrazione, lasciare occupato un palazzo di tale importanza significa bloccare una risorsa che potrebbe essere rigenerata e restituita alla città. La valorizzazione di Palazzo De Bellis è infatti considerata strategica per la riqualificazione culturale della Città Vecchia.
Il percorso resta complesso, ma il Comune punta a una soluzione che tenga insieme legalità, dignità e futuro: liberare il bene, accompagnare le famiglie e restituire alla città un pezzo importante del suo patrimonio.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta
L’articolo Palazzo De Bellis tra rinnovamento e emergenza abitativa proviene da Radio Cittadella Taranto | La Stazione Radio dei Due Mari.