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La notizia è arrivata nella mattinata, confermando le preoccupazioni che da giorni circolavano tra lavoratori e sindacati: all’ex Ilva partono i licenziamenti collettivi. A comunicarlo è stato Nicola Convertino, rappresentante di Aigi, parlando di oltre 2.500 lavoratori dell’appalto coinvolti. Una cifra enorme, che riapre una ferita mai rimarginata nel tessuto sociale ed economico della città.
Mentre a Roma si celebra il “governo più longevo”, a Taranto si consuma l’ennesima emergenza occupazionale. Una contraddizione che pesa, che brucia, che riporta la città al centro di una crisi che dura da anni e che continua a generare incertezza, paura e rabbia.
Immediato l’intervento delle sigle sindacali:
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Uilm con Sperti,
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Usb con Rizzo e Colautti.
Tutti chiedono risposte chiare e immediate nell’incontro previsto martedì a Palazzo Chigi, un appuntamento che diventa ora decisivo per capire quale sarà il destino dei lavoratori e dell’intero indotto.
Taranto si ritrova ancora una volta sospesa tra annunci, tavoli istituzionali e decisioni che tardano ad arrivare. La questione ex Ilva non è solo industriale: è sociale, è identitaria, è profondamente umana. Dietro quei 2.500 licenziamenti ci sono famiglie, storie, vite che rischiano di essere travolte.
Martedì sarà un passaggio cruciale. I sindacati chiedono certezze, non promesse. La città attende risposte, non slogan. E i lavoratori pretendono una prospettiva reale, non l’ennesima emergenza gestita in ritardo.
L’articolo Ex Ilva: arriva la notizia che nessuno voleva sentire proviene da Radio Cittadella Taranto | La Stazione Radio dei Due Mari.