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Il primo dei tavoli romani sulla vertenza Ex Ilva, atteso come momento di svolta, si è rivelato un incontro interlocutorio. Al MIMIT, questa mattina, non erano presenti né il ministro Adolfo Urso né i rappresentanti degli enti locali. Solo la parte tecnica dei ministeri, mentre la situazione richiede scelte politiche immediate.
Francesco Brigati, segretario generale FIOM CGIL Taranto, ha espresso forte delusione: “Abbiamo presentato le nostre proposte, ma le risposte devono essere politiche. Non si può chiedere ai lavoratori di scegliere tra diritti costituzionali. Serve continuità occupazionale e salariale, strumenti straordinari come benefici amianto, prepensionamenti e incentivi all’esodo.”
La FIOM ricorda che la Corte d’Appello di Milano ha previsto una possibile chiusura entro 90 giorni: un orizzonte che impone decisioni rapide. Brigati ha sottolineato anche la necessità di garantire la decarbonizzazione e di chiarire il destino del nuovo bando, oggi avvolto nell’incertezza: “Non sappiamo se sarà confermato o riscritto. La società DRI rischia di non avere più risorse.”
Il MIMIT ha annunciato una serie di consultazioni: oggi tavolo tecnico, domani istituzioni locali, poi associazioni datoriali, e giovedì riunione dei ministri. Solo dopo, forse, un nuovo incontro con i sindacati. “Se il tavolo di Chigi non darà risposte concrete, alzeremo il livello dello scontro”, ha dichiarato Brigati.
La vertenza Ex Ilva entra così in una nuova fase di tensione. Taranto attende risposte che non possono più essere rimandate.
Servizio a cura di Debora Notarnicola
L’articolo Ex Ilva: al MIMIT solo un tavolo di ascolto proviene da Radio Cittadella Taranto | La Stazione Radio dei Due Mari.