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Arca Ionica, il bilancio 2025 tra ombre e segnali di ripartenza: “Non siamo sull’orlo del baratro, ma serve responsabilità da parte di tutti”
Il bilancio 2025 di Arca Ionica, l’ente che gestisce il patrimonio di edilizia popolare nel Tarantino, restituisce una fotografia a due facce. Da un lato un disavanzo che supera i 5,5 milioni di euro, dall’altro la convinzione dell’amministratore unico Danny Pascarella che l’ente, dopo anni di difficoltà strutturali, abbia finalmente iniziato un percorso di risanamento.
Secondo Pascarella, il peso maggiore sui conti deriva dalla fiscalità, in particolare dall’IMU che i Comuni richiedono anche sulle case popolari. Un costo che i canoni attuali — mediamente 53 euro al mese, con punte minime di 25 euro — non possono coprire. “È un problema di sistema, non una guerra tra Comuni e Arca”, precisa l’amministratore, sottolineando la necessità di affrontare il nodo a livello regionale.
Una distinzione fondamentale riguarda i debiti: la maggior parte appartiene alla cosiddetta gestione stralcio, cioè vecchie pendenze che l’attuale governance sta cercando di chiudere attraverso un piano di risanamento già avviato in Regione Puglia. Nel solo 2025 il disavanzo è stato ridotto di 334mila euro, un segnale che ha ottenuto il parere favorevole dei revisori dei conti.
La vera emergenza, però, è sociale. Arca Ionica vanta crediti per 90,6 milioni di euro, frutto di affitti mai pagati. Una cifra enorme che blocca la possibilità di effettuare manutenzioni ordinarie e straordinarie: senza liquidità, riparare ascensori, tetti o impianti diventa estremamente difficile.
Pascarella collega la morosità anche a un fattore psicologico: “Quando cresce la percezione di abbandono nei quartieri popolari, aumentano morosità e occupazioni abusive”. Per questo l’ente ha avviato un lavoro capillare nei quartieri e nei Comuni della provincia, con controlli più serrati e una strategia che punta non solo alla riscossione, ma anche alla ricerca di fondi extra bilancio.
La strada verso il risanamento totale è ancora lunga, ma i conti in ordine nella gestione ordinaria e i cantieri aperti rappresentano un segnale di inversione di tendenza. “L’ente non è sull’orlo del baratro”, ribadisce Pascarella. “Serve però un patto di responsabilità tra istituzioni e cittadini per trasformare i crediti in servizi e gli alloggi in case vere”.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta
L’articolo Arca Ionica: il bilancio racconta la situazione sociale proviene da Radio Cittadella Taranto | La Stazione Radio dei Due Mari.