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La situazione di Ex-Amiu/Kyma Ambiente torna al centro del dibattito pubblico dopo la comunicazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha imposto all’amministrazione comunale una deadline di 30 giorni per presentare un piano credibile di risanamento economico e gestionale. Una richiesta che arriva in un momento delicatissimo: l’azienda registra un debito superiore ai 40 milioni di euro e l’affidamento in house del servizio rifiuti è in bilico.
In Buongiorno Taranto, Cosimo Sardelli, rappresentante della Funzione Pubblica CGIL, ha espresso forte preoccupazione per il futuro dell’azienda e per la mancanza di chiarezza politica. Il sindacato, infatti, ha diffuso un comunicato dal titolo eloquente: “Il coraggio di non dire la verità”, denunciando come alcune discussioni interne alla maggioranza avrebbero già ipotizzato scenari di fallimento o privatizzazione, senza un confronto trasparente con le parti sociali.
Sardelli ha ricordato che le criticità di gestione e di bilancio non sono una novità: “Sono problemi noti da anni, non è un segreto. Ciò che ci fa rabbia è scoprire, attraverso indiscrezioni, che si parla di privatizzazione in sedi non istituzionali”. Il sindacato chiede un confronto aperto, coinvolgendo tutti gli stakeholder della comunità ionica, perché una scelta di questo tipo avrebbe conseguenze pesanti sia sul servizio che sui lavoratori: oltre 450 dipendenti, tra diretti e somministrati.
Il sindacato annuncia inoltre che chiederà conto alla magistratura ordinaria e contabile delle responsabilità politiche e gestionali che hanno portato a questa situazione e di chi, negli anni, non è intervenuto per correggerla.
Il futuro di Kyma Ambiente resta incerto, ma una cosa è chiara: la città, i lavoratori e il servizio pubblico meritano risposte trasparenti e decisioni concrete, non più rinviabili.
L’articolo Privatizzazione o salvataggio? Il sindacato chiede chiarezza proviene da Radio Cittadella Taranto | La Stazione Radio dei Due Mari.