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mercoledì 28 Ottobre 2026

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Durante la settimana più musicale dell’anno, quella del Festival di Sanremo, la rubrica Behind the Song – Oltre la canzone ha scelto di non partire da un brano, ma dalla domanda più semplice e più misteriosa: perché la musica ci piace così tanto?

A rispondere è la Dott.ssa Emanuela Carone, psicologa clinica, che ci porta dentro un viaggio tra emozioni e neuroscienze. La musica, spiega, non è solo un’esperienza estetica: è una vera e propria ricompensa biologica. Quando ascoltiamo un brano che ci piace, il cervello rilascia dopamina, lo stesso neurotrasmettitore che si attiva quando viviamo qualcosa di piacevole: un buon pasto, un momento felice, un ricordo che ci scalda.

Ma non è tutto. La musica funziona perché il nostro cervello ama riconoscere schemi. È lo stesso meccanismo che vediamo nei bambini quando guardano lo stesso cartone animato decine di volte: anticipare ciò che accadrà li fa sentire competenti, sicuri, capaci. Con le canzoni accade lo stesso: prevedere un ritornello, un cambio di accordi, una frase che conosciamo a memoria ci dà un senso di padronanza che ci gratifica.

Il segreto, però, sta nell’equilibrio. Una canzone troppo prevedibile ci annoierebbe; una troppo caotica ci metterebbe a disagio. La musica che ci conquista è quella che sta nel mezzo: familiare quanto basta per rassicurarci, nuova quanto basta per sorprenderci.

E mentre Sanremo riempie case, radio e strade, questa riflessione diventa ancora più evidente. Le canzoni che restano non sono solo quelle “belle”, ma quelle che riescono a toccare la nostra memoria emotiva, a farci sentire qualcosa che riconosciamo e qualcosa che non avevamo ancora capito.

In fondo, il potere della musica è proprio questo: riparare, evocare, scuotere, consolare. E ricordarci chi siamo.

L’articolo Perché la musica ci emoziona: Neuroscienze e Sanremo proviene da Radio Cittadella Taranto | La Stazione Radio dei Due Mari.