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mercoledì 28 Ottobre 2026

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Il nuovo focolaio di guerra esploso in Medio Oriente sta già mostrando effetti immediati sulla vita quotidiana dei cittadini europei e italiani. Tra i primi segnali concreti c’è l’improvviso rialzo del prezzo del petrolio, che ha portato a un aumento repentino dei carburanti alla pompa. Un fenomeno che ha generato polemiche, sospetti di speculazioni e preoccupazione tra consumatori, imprese e intere categorie produttive. 

Per fare chiarezza sulla situazione abbiamo ascoltato Paolo Castellana, presidente della Federazione Confcommercio che rappresenta i gestori dei distributori stradali di carburante.

Castellana ha spiegato che i gestori sono “l’ultimo anello della catena” e non hanno alcun potere decisionale né sul prezzo né sul fornitore. Le stazioni di servizio, infatti, sono vincolate a rifornirsi esclusivamente dalla compagnia petrolifera che concede loro l’impianto in comodato, ed è sempre la compagnia a stabilire il prezzo finale da applicare alla pompa.

 Un elemento spesso ignorato nel dibattito pubblico, ma fondamentale per comprendere la dinamica degli aumenti. Il margine del gestore, inoltre, è fisso: appena 3 centesimi al litro, indipendentemente dal prezzo di vendita. Ciò significa che, quando il carburante aumenta, non solo il gestore non guadagna di più, ma si trova anche in difficoltà: le vendite calano e per riordinare la stessa quantità di prodotto serve un capitale maggiore.

Sulle accuse di speculazione, soprattutto da parte di agricoltori, artigiani e autotrasportatori, Castellana invita alla prudenza. Ricorda che in Italia gli aumenti registrati negli ultimi giorni sono stati inferiori rispetto al resto d’Europa e che il prezzo del Brent, dopo aver toccato picchi altissimi, è già sceso sotto quota 90 dollari al barile. Le scorte esistono, certo, ma il mercato del greggio si muove su acquisti quotidiani basati su comparazioni internazionali, e questo rende il sistema estremamente sensibile alle tensioni geopolitiche.

Il quadro che emerge è quello di un settore che subisce gli effetti della crisi tanto quanto i consumatori. Un settore che non ha margini di manovra sui prezzi e che, anzi, rischia di essere penalizzato da un calo delle vendite e da costi di gestione più elevati. La situazione resta fluida e strettamente legata all’evoluzione del conflitto, ma una cosa è chiara: per affrontare un tema così delicato servono informazioni corrette, trasparenza e responsabilità, evitando semplificazioni che rischiano di alimentare tensioni inutili. 

L’articolo Carburanti alle stelle: cosa c’è davvero dietro gli aumenti proviene da Radio Cittadella Taranto | La Stazione Radio dei Due Mari.