CANALE 94 digitale terrestre

mercoledì 28 Ottobre 2026

This post was originally published on this site.

La crisi di AMIU Taranto, la società in house che gestisce l’igiene urbana per conto del Comune, è arrivata a un punto critico. Un debito che supera i 40 milioni di euro, un contratto di servizio in proroga da anni e una situazione finanziaria che, secondo la Funzione Pubblica CGIL, potrebbe precipitare da un momento all’altro.

A lanciare l’allarme è Cosimo Sardelli, intervenuto ai nostri microfoni per fare chiarezza sullo stato dell’azienda. Il quadro che descrive è tutt’altro che rassicurante: «Il rischio che AMIU fallisca è molto concreto. E più passa il tempo senza decisioni, più questo rischio aumenta.»

Sardelli ricorda che già un mese fa i sindacati sono stati ascoltati dalla Commissione regionale Gestione Ciclo dei Rifiuti, indicando due leve fondamentali per un possibile risanamento: – la messa a reddito dell’impiantistica, attraverso la modifica dell’AIA, competenza regionale; – il nuovo contratto di servizio tra Comune e AMIU, documento che stabilisce cosa deve fare l’azienda e quanto il Comune deve pagarla.

Ma proprio il contratto di servizio è il nodo più critico: promesso entro aprile, non è ancora arrivato. E tutto lascia pensare a una nuova proroga fino a dicembre. «Un messaggio devastante per creditori, lavoratori e città», commenta Sardelli.

Il rischio, infatti, non è solo economico. Senza un piano di risanamento e senza alcuna procedura legale attivata – né concordato preventivo né composizione negoziata – AMIU è esposta: qualsiasi creditore potrebbe chiedere il fallimento. E questo avrebbe conseguenze pesantissime: – debiti da ripianare, inevitabilmente a carico della collettività; – crisi occupazionale, con 250–300 dipendenti diretti e circa 150 interinali, la forma più estrema di precariato, ancora in bilico dal 2020; – crollo della qualità del servizio, in un momento in cui Taranto si prepara ai Giochi del Mediterraneo 2026.

Sardelli chiede un’“operazione verità”: basta annunci, servono atti concreti, una strategia chiara e un piano credibile per il futuro del ciclo dei rifiuti. Perché il tempo, questa volta, non è un fattore neutro: ogni giorno che passa aumenta il rischio che AMIU non riesca più a rialzarsi.

L’articolo AMIU rischio crack? proviene da Radio Cittadella Taranto | La Stazione Radio dei Due Mari.