Un piano di intervento fondato su ideazione e realizzazione del palinsesto, con l’impiego di nuove tecnologie e attrezzature all’avanguardia. Un piano per far aderire il mondo radiofonico a quello del web e digitale basato sulla strutturazione di programmi nuovi, chiari, immediati, a stretto contatto con lo spettatore.
Chi ascolta diventa un protagonista attivo grazie all’utilizzo delle interazioni agevolate dalle nuove tecnologie che viaggiano veloci sul web. Dal virtuale al reale: una platea davvero vasta, con il territorio della provincia di Taranto che si estende per quasi 2.500 chilometri quadrati e che sfiora i 600 mila abitanti. Un bacino potenziale di ascoltatori che va ben oltre gli attuali e già consolidati.
Recentemente la storica Radio Cittadella, emittente nata nel 1990 su impulso di Mons. Guglielmo Motolese per diffondere un’informazione legata al profondo carattere cattolico del territorio e in onda sui 96.500 Mhz per tutta la provincia di Taranto, unica redazione giornalistica radiofonica in tutto l’arco jonico, ha visto cambiare il proprio management.
Con l’obiettivo sempre presente di sviluppare le buone prassi ispirate alla dottrina cattolica, un gruppo costituito da professionisti tarantini del mondo della comunicazione e del giornalismo, ha preso in carico l’intera gestione del palinsesto della radio. Radio Cittadella ha l’ambizione di consolidare il suo ruolo di voce della città attraverso le sempre affascinanti frequenze radiofoniche. Un’emittente che offre possibilità di incontro e confronto con il solo fine di puntare ad uno sviluppo globale del territorio
L’obiettivo è informare. Dare agli ascoltatori tutti gli elementi utili per conoscere il proprio territorio, avere ben chiara la situazione degli attori socio-economico-produttivi presenti, cosa fanno e come agiscono nei confronti della collettività.
Immagazzinare informazioni non basta, perché occorrono rielaborazione, capacità critica e opportunità di esternazione della propria visione. E in tal senso interviene Radio Cittadella con i suoi programmi e la possibilità costante di interazione con le trasmissioni.
Uno spazio in cui poter esprimersi liberamente, rispettando i canoni tradizionali del dibattito ma con una spiccata propensione allo scambio continuo di pareri, anche contrastanti tra loro.